Telecom Italia
Telecom Italia SpA è un'azienda italiana di telecomunicazioni che offre in Italia e all'estero servizi di telefonia fissa, telefonia cellulare, telefonia IP, Internet e televisione via cavo (in tecnologia IPTV).
In Italia opera nella telefonia fissa con il brand Telecom Italia, nella telefonia mobile con il brand TIM, nell'accesso ad Internet, nella telefonia IP e nella televisione via cavo con il brand Alice.
Storia del gruppoFormalmente nasce nel 1994, con un atto del 30 giugno del Consiglio di Amministrazione dell'IRI che approva il "Piano di riassetto delle telecomunicazioni" nel quadro delle disposizioni contenute nella legge del 29 gennaio 1992.
Il riassetto e la fusione STET - Telecom ItaliaIl riassetto prevede la fusione di cinque società del gruppo IRI-STET operanti nel settore telefonico: SIP, Iritel, Italcable, Telespazio e SIRM. Diversa sorte per Sirti (sempre gruppo STET) acquisita solo nel 1997. Dalla fusione nasce Telecom Italia.
Nel 1995, con una scissione parziale dalla casa madre, nasce TIM (Telecom Italia mobile) il cui capitale è controllato per il 63,01% da Telecom.
Per massimizzare l'incasso dalla prevista privatizzazione viene deciso nel 1997 di portare avanti il piano cosiddetto della SuperSip, ovvero la concentrazione di tutte le attività operative nella società da mettere in vendita. La Finanziaria STET e Telecom Italia vengono fuse: la nuova società prenderà il nome di Telecom Italia.
Contestualmente Seat (l'editore delle Pagine Gialle) viene scissa da Telecom Italia e nel 1996 viene portata a termine la privatizzazione a favore di Ottobi, cordata formata da De Agostini (maggior azionista), Telecom Italia (20%), Comit e Investitori Associati.
La privatizzazione e l'entrata in BorsaSotto la presidenza di Guido Rossi, il 20 ottobre 1997 viene attuata dal governo la privatizzazione della società: dalla vendita del 35,26% del capitale si ricavano circa 26.000 miliardi di lire. La privatizzazione, che comporta la quasi totale uscita del Ministero del Tesoro dall'azionariato Telecom, viene realizzata con la modalità del cosiddetto nocciolo duro: si vende cercando di creare un gruppo di azionisti che siano in grado di farsi carico della gestione della società. A conclusione dell'OPV (Offerta pubblica di vendita), le azioni vengono collocate a 10.902 lire; il 27 ottobre 1997 Telecom Italia debutta nella Borsa Italiana[1]. A causa della scarsa risposta degli investitori italiani il nocciolo duro non è in realtà tale: il gruppo con capofila gli Agnelli riunisce solo il 6,62% delle azioni e si rivela molto fragile.
L'OPA di Olivetti e la fusione Olivetti - TecnostA partire dal febbraio 1999 la Olivetti attraverso la Tecnost di Roberto Colaninno, già nel settore delle telecomunicazioni con Omnitel e Infostrada (queste ultime due cedute in seguito alla Mannesmann), lanciò una offerta pubblica d'acquisto e scambio riuscendo ad ottenere nel giugno dello stesso anno, il controllo della società, con una quota del 51,02%.
Telecom era una delle poche società ad azionariato diffuso italiane, in cui il Ministero del Tesoro aveva ancora una quota del 3,5%, pari a due miliardi di euro. Il Tesoro non si presentò all'assemblea degli azionisti che doveva decidere le contromisure alla scalata, preferendo mantenere neutralità rispetto all'operazione. La legge sulla golden share avrebbe permesso al Tesoro il diritto di veto sull'operazione, ma tale diritto era contestato in sede europea.
La somma con cui la scalata fu finanziata, complessivamente 61.000 miliardi di lire, Olivetti li ricevette in prestito direttamente dalle banche e con obbligazioni della controllata Tecnost grazie anche all'emissione di nuove azioni per oltre 37mila miliardi. Successivamente Tecnost venne fusa con Olivetti per accorciare la catena di controllo. A questo punto è Bell, una società con sede nel Lussemburgo a controllare la catena con il 22% di Olivetti.
In una nota di Francesco Cossiga diramata l'8 giugno 2007, si legge che in Brasile vi sarebbero conti che «sono stati alimentati dai proventi delle provvigioni o tangenti pagate a D'Alema, allora presidente del Consiglio dei ministri e a me, allora presidente del piccolo partito Udr che appoggiava il governo di centrosinistra, da Colaninno e poi da Tronchetti Provera, per l'aiuto a loro dato nella scalata alla Telecom» il taglio ironico della nota (sarebbe un "cointestatario" dei conti di cui è stata rivelata l'esistenza dal quotidiano La Stampa di due giorni prima) e la sottesa sfida al giornalista Marco Travaglio - che avrebbe sostenuto tesi similari ora provate - fa supporre che l'affermazione sia provocatoria.
Olimpia e la fusione Olivetti - Telecom ItaliaAll'inizio del 2001, nonostante abbia appena ceduto importanti asset (l'80% di Italtel e Sirti tra gli altri), il gruppo Olivetti-Telecom è in grandi difficoltà e Colaninno, Gnutti e i loro soci sono costretti a passare la mano. Dopo diverse trattative viene trovato un accordo con Tronchetti Provera e Benetton. Per il 23% della Olivetti (posseduto da Bell) i nuovi proprietari di Telecom Italia pagano 4,175 Euro per azione, una cifra enorme considerando che le Olivetti quotavano solo 2,25 Euro.
La cessione di quel 23% ha creato una notevole plusvalenza (1,5 miliardi di euro) nelle casse di Bell, la società veicolo lussemburghese con la quale Colaninno e Gnutti ottennero il controllo di Telecom. Per questa plusvalenza Bell è stata indagata per evasione fiscale e multata dall'Agenzia delle entrate per 1,937 miliardi di euro. L'accertamento con adesione a cui hanno aderito i soci di Bell ha permesso la riduzione delle sanzioni ad un quarto del minimo, così la società ha dovuto versare al Fisco solamente 156 milioni.
L'esborso è spiegabile nel fatto che, in tal modo, Tronchetti Provera evitò di lanciare un'OPA totalitaria che sarebbe costata ancora di più.
Dal luglio 2001 Telecom è controllata dalla finanziaria Olimpia, partecipazione di Pirelli (al 60%), Edizione Holding dei Benetton, Banca Intesa e Unicredito Italiano, a cui in seguito si è aggiunta Hopa, la finanziaria bresciana di Gnutti (tramite Holinvest, scatola cinese (vuota) attraverso la quale Hopa detiene il 3.7% di Telecom Italia).
Per accorciare la catena di controllo viene decisa, nel 2003, la fusione della controllante Olivetti con Telecom Italia.
La fusione Telecom Italia - TIMNel marzo 2005 Telecom lancia in borsa un'offerta pubblica d'acquisto su TIM. La fusione Telecom-TIM è finanziata con un mutuo di una cordata di banche, nella misura maggiore da Banca Intesa. Il costo necessario per rastrellare le azioni TIM dal mercato eleva l'indebitamento di Telecom da 29 a 44 miliardi di euro.
Successivamente Telecom Italia acquista tutte le attività Internet della sua controllata Telecom Italia Media (ovvero tin.it), portando nella controllante tutte le capacità per fornire contemporaneamente servizi voce, mobili e dati, lasciando intravedere l'idea di fornire nuovi servizi che sfruttassero la convergenza fisso-mobile-dati.
Dal bilancio 2005, l'indebitamento finanziario netto risulta essere di 39,858 miliardi di euro. Tuttavia, come già nell'anno passato, la società decide, nel marzo 2006, di dare priorità all'aumento dei dividendi per gli azionisti; in risposta, l'agenzia Fitch Ratings riduce il rating di Telecom Italia, portandolo da A- a BBB+.
L'ipotesi della divisione in 4 entitàL'11 settembre 2006 il consiglio d'amministrazione dell'azienda decide di procedere alla divisione e riorganizzazione di Telecom Italia in tre distinti settori:
Telecom Italia (telefonia fissa);
Telecom Italia Mobile (telefonia mobile);
Telecom Italia Rete (la rete telefonica);
Telecom Italia Net (Tin.it , internet e media);
Lo scorporo della rete permetterà l'ingresso facilitato a tutti i nuovi operatori alternativi nella telefonia fissa e internet.
In un primo momento si è parlato di una possibile cessione di TIM, sia in Italia che in Brasile, valutate rispettivamente 30-35 miliardi di euro e 6-7 miliardi di euro. La cessione permetterebbe a Telecom Italia di sanare il suo debito di 44 miliardi di euro. Numerose sono state le polemiche, anche di carattere politico, per quanto riguarda l'eventuale cessione dell'unico operatore mobile italiano ad una società straniera o a Mediaset (ipotesi non impossibile ma che comporterebbe delicatissimi problemi relativi alle norme contro i cartelli di società, avendo entrambe posizioni importanti nelle tlc). Successivamente il futuro presidente Guido Rossi dichiarerà che non esistono ipotesi di modifica del perimetro delle attività di Telecom Italia, escludendo esplicitamente qualsiasi cessione. La divisione di Telecom Italia da TIM ha portato ad un'inversione di tendenza nella strada che era stata intrapresa per la convergenza fisso-mobile.
Telecom Italia si occuperebbe, invece, della telefonia fissa e dei media, soprattutto grazie agli accordi con la News Corporation, di Rupert Murdoch, in merito a contenuti televisivi. Gli accordi con Murdoch però non sono stati della portata prevista: è stata annunciata solo la concessione in licenza del catalogo per la diffusione in linea su Alice Home TV.
Dopo la decisione del consiglio di amministrazione, il presidente del Consiglio Prodi lascia trapelare la sua insoddisfazione dicendo di "Non saperne nulla". Il 15 settembre 2006, dopo l'annuncio dello scorporo di TIM, Marco Tronchetti Provera in polemica con Prodi, si dimette dalla guida della società; la presidenza torna, dopo 9 anni, a Guido Rossi, che deve lasciare la FIGC.
Il nuovo Patto di controlloLa prima mossa di Guido Rossi alla guida di Telecom è la creazione, il 18 ottobre 2006, di un "Patto di controllo" dell'azienda tra Olimpia, Mediobanca e Generali che controlla in tutto il 21,5% della società: Olimpia (ora controllata all'80% da Pirelli e al 20% da Edizione Holding) porta in dote il proprio 18%, Generali il 2,01%, Mediobanca l'1,54%.
Il 15 febbraio 2007 (comunicazione Consob del 23 febbraio 2007) le Assicurazioni Generali passano dal 2,01% al 4,06% di azioni Telecom Italia. Il Patto di controllo Olimpia + Generali + Mediobanca arriva al 23,6%.
Il patto prevede vincoli sulle quote conferite, la possibilità per i contraenti di aumentare la loro quote e anche quella di vendere in prelazione ai soci. Esiste inoltre la possibilità di entrare nel patto per altri soci che abbiano più dello 0,5% del gruppo: si è parlato dell'ingresso di Intesa Sanpaolo, Capitalia e Unicredit, mentre il secondo azionista Hopa (3,72%) ne è rimasto fuori. Il patto è un passo decisivo per il rafforzamento dell'azionariato della società telefonica, che con l'ingresso di nuovi partner potrebbe avvicinarsi alla soglia del 30% oltre la quale è obbligatorio lanciare un'offerta totalitaria.
Presidente del nuovo patto è, dopo la sua uscita da Telecom, Tronchetti Provera.
Anche in conseguenza del patto e dell'influenza dei nuovi soci nel controllo delle strategie del gruppo, è definitivamente tramontata l'ipotesi di ricostituire TIM come società autonoma e di venderla successivamente insieme a Telecom Brasil.
La nuova stagione di Guido RossiA febbraio 2007 Telecom avvia i contatti con la spagnola Telefónica per l'entrata degli iberici nell'azienda italiana. L'ipotesi è quella di cedere una parte di Olimpia, la finanziaria che controlla il 18% di Telecom. Il 1º marzo 2007 Telefónica annuncia in un comunicato che i contatti con Telecom Italia sono temporaneamente sospesi, ma continuano quelli con altri soci al fine di arrivare ad una cordata.
Il 16 febbraio 2007 il CdA ha approvato il nuovo assetto organizzativo basato su 4 entità ed i relativi direttori generali:
Domestic Fixed Services: Massimo Castelli
Domestic Mobile Services: Luca Luciani
Finance Administration and Control: Enrico Parazzini
Technology: Stefano Pileri
Il 9 marzo 2007 viene presentato il nuovo piano industriale per il triennio 2007/2009 al quale, tuttavia, il mercato reagisce facendo registrare un forte ribasso per le azioni di Telecom Italia anche alla luce del fatto che gli utili risultano in calo e, per il futuro, si annuncia una diminuzione dei dividendi.
Nel Settembre del 2006 Beppe Grillo lancia una iniziativa da lui battezzata "OPA alla genovese" (il cui nome ufficiale è Share Action) sul suo blog[3], con la quale richiede a tutti gli azionisti Telecom Italia di delegargli la rappresentanza nell'assemblea, con lo scopo di raggiungere un numero di azioni tale da consentire a lui, e quindi a tutti coloro che abbiano aderito, di sfiduciare i membri del Consiglio di amministrazione.
Il 16 aprile 2007, durante l'assemblea degli azionisti, Grillo prende la parola[4] e accusa l'intero Consiglio di Amministrazione di manifesta incapacità manageriale, chiedendone infine le dimissioni tra gli applausi degli azionisti presenti in sala.
Grillo spiega, inoltre, che la lunga procedura burocratica imposta dalla Consob gli ha impedito di rappresentare formalmente la totalità dei piccoli azionisti che gli hanno delegato il loro potere di voto, ma promette che all'assemblea successiva il piccolo azionariato sarà rappresentato in maniera compatta all'interno dell'assemblea dei soci.
Il passaggio del controllo da Olimpia a TelcoIl 1º aprile 2007 Pirelli, a seguito di un CdA straordinario, annuncia di avere ricevuto due offerte tese a rilevare il 66% di Olimpia, la holding che detiene il pacchetto di controllo di Telecom Italia.
Le offerte, da parte dell'azienda statunitense AT&T (che, successivamente - il 16 aprile - ha dichiarato di ritirarsi dall'operazione) e dalla messicana America Movil di Carlos Slim Helù, erano tese a rilevare, ciascuna, il 33% di Olimpia.
A sorpresa, pochi giorni dopo l'annuncio delle due offerte, Guido Rossi, presidente della società dal settembre 2006, non avendo vista rinnovata la propria candidatura a far parte del Consiglio di amministrazione (poi rinnovato nell'assemblea degli azionisti del 16 aprile 2007) si dimette da presidente dell'azienda non senza aver aspramente criticato, in un'intervista a La Repubblica, Tronchetti Provera. Al suo posto Pasquale Pistorio.
Il 28 aprile una cordata italo-spagnola composta da Mediobanca, Assicurazioni Generali, Intesa Sanpaolo, Benetton e Telefónica lancia un'offerta per rilevare la quota di Pirelli in Olimpia creando una nuova società, denominata Telco, che avrà il controllo del 23% circa di Telecom Italia. Tale offerta è stata accettata dal CdA straordinario tenutosi in tale data.
Il 24 ottobre 2007 c'è stata la firma per il passaggio da Olimpia a Telco che ha concretizzato l'operazione ma ponendo 28 condizioni a Telefónica. A dicembre, saranno nominati come presidente Gabriele Galateri di Genola e come amministratore delegato Franco Bernabè, ex-presidente della compagnia telefonica.
Lo scandalo delle intercettazioni illegaliTelecom è stata coinvolta, insieme al Sismi, nello scandalo delle intercettazioni abusive legato a varie vicende del 2005-2006, tra cui il caso Abu Omar e lo spionaggio di Alessandra Mussolini prima delle elezioni regionali nel Lazio, nel 2005. Si tratta dello Scandalo Telecom-Sismi.
Secondo la procura di Milano, gli intercettati erano giudici, giornalisti, politici e uomini di altri servizi (l'indagine peraltro è correlata al suicidio, avvenuto nel 2006, di Adamo Bove, manager di Telecom avente incarichi nel campo della sicurezza).
Il 20 settembre 2006 Giuliano Tavaroli, l'ex capo della Sicurezza di Pirelli e Telecom, viene arrestato insieme ad altre 20 persone. L'accusa è quella di spionaggio e corruzione. Lo scandalo è partito da un'inchiesta compiuta dai giornalisti del quotidiano La Repubblica Giuseppe D'Avanzo e Carlo Bonini. Tra gli intercettati risulterebbe anche Romano Prodi.
Il 13 dicembre 2006 Marco Mancini (ex numero due del Sismi) è stato inoltre arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulle intercettazioni illegali Telecom, insieme a Giuliano Tavaroli (già in carcere) ed Emanuele Cipriani, investigatore privato fiorentino. L'accusa per tutti è quella di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla rivelazione del segreto d'ufficio. Cipriani avrebbe realizzato oltre 30 tra fascicoli e pratiche illegali con il contributo di "dati segreti" procacciati illecitamente da Mancini, che avrebbe ricevuto da Cipriani e Tavaroli somme di denaro indeterminate.
Nel Maggio 2007 Telecom vince il Premio Big Brothers Award per Peggiore Azienda Privata in fatto di riservatezza dei dati.
Il 14 luglio 2008 la Procura della Repubblica di Milano deposita le 350 pagine dell'avviso di chiusura delle indagini, dopo aver convocati in Procura, come ultimo atto investigativo, i vertici Telecom di allora, Marco Tronchetti Provera (ex presidente) e Carlo Buora (ex amministratore delegato) in quanto persone informate sui fatti. Per non aver vigilato sulla propria security e sui metodi usati per avere le informazioni, il gruppo Telecom (unitamente al gruppo Pirelli) risulta indagato in base alla legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle società, pur non essendo stati mossi addebiti contro l'ex presidente e l'ex amministratore delegato Telecom. Una lunga serie di reati sono stati invece contestati a 34 persone, accusate a vario titolo di aver messo in piedi una vera e propria associazione a delinquere al cui vertice c'era l'ex capo della security Giuliano Tavaroli. Nelle interviste rilasciate nei giorni successivi alla chiusura delle indagini, Tavaroli si difende dando la propria versione dei fatti e scaricando le responsabilità sui suoi superiori, che gli avrebbero commissionate le indagini poi risultate illecite.
Il procedimento, con l'udienza preliminare, si dovrebbe tenere nella seconda metà del 2008.
Acquisizioni e cessioniNell'ambito del piano di focalizzazione sul core business vengono cedute quasi tutte le partecipazioni in aziende manifatturiere (tranne Olivetti Tecnost), alcune aziende non strategiche e varie partecipate straniere.
Nel 2000 viene venduta ad Unipol la compagnia di assicurazione MEIE.
Nel 2000 viene ceduto l'80% di Italtel al fondo Clayton, Dubilier & Rice, oltre che alla Cisco Systems.
Nel 2000 Telecom Italia cede Sirti, collegata che lavorava nell'impiantistica per le reti di telecomunicazioni, ad un gruppo di investitori italiani riuniti nella società Wiretel.
Nel 2001 viene ceduto il 26% dell'operatore spagnolo di telecomunicazioni AUNA a Endesa, Union Fenosa e Santander Central Hispano.
Nel 2002 Telecom Italia cede Telespazio a Finmeccanica
Nel 2004 viene venduto l'operatore mobile venezuelano Digitel a CANTV.
Nel 2005 Telecom Italia cede Finsiel, la maggiore azienda italiana nel campo del software e della consulenza informatica al Gruppo COS.
Nel 2005 viene venduta TIM Hellas ai fondi Apax Partners e Texas Pacific Group
Nel 2008 viene venduta Alice France all'operatore transalpino Free.
Il piano industriale porta Telecom Italia ad acquistare aziende che si occupano di internet a banda larga e del campo dei media.
Nel 2000 le attività di Tin.it vengono unite a Seat (che nel frattempo aveva acquistato il portale Virgilio.it), facendo ritornare l'editore delle Pagine Gialle all'interno del gruppo
Nel 2000 Seat Pagine Gialle compera TMC e TMC2 da Cecchi Gori Communications
Nel 2003 Telecom Italia acquista Hansenet (ADSL in Germania) e AP.Biscom (agenzia di stampa poi ribattezzata APcom) da e.Biscom
Nel 2003 il ramo d'azienda di Seat che si occupa delle Pagine Gialle viene venduto ad una cordata di investitori italiani raggruppati nella Silver. Le attività in internet e nei media vengono riunite nella società Telecom Italia Media
Nel 2005 vengono comperate Liberty Surf (ADSL in Francia) e la rete internazionale in fibra ottica di Tiscali
Nel 2006 Telecom Italia acquista AOL Germany da Time Warner.
Dirigenza dal 2006Dal 15 settembre 2006, dopo un delicato periodo legato all'inizio di un processo riorganizzativo, alla presidenza della società torna il prof. Guido Rossi, che succede al dimissionario Marco Tronchetti Provera, già presidente di Pirelli e altre società. Vice presidente è Gilberto Benetton, che è anche presidente della finanziaria Edizione Holding e di Autogrill. Vice presidente esecutivo è Carlo Buora, l'amministratore delegato è Riccardo Ruggiero. Tra i consiglieri spiccano Massimo Moratti, Carlo Alessandro Puri Negri (di Pirelli), Gianni Mion (di Benetton), nonché Giovanni Consorte (di Unipol), quest'ultimo tra gli indagati per lo scandalo Bancopoli (poi dimessosi).
Alcuni mesi dopo, Rossi si dimetterà e sarà sostituito da Pasquale Pistorio, che a sua volta rassegnerà le proprie dimissioni lasciando la presidenza a Gabriele Galateri di Genola, in carica dal 3 dicembre 2007. Il personale dell'azienda è passato da 106.620 dipendenti nel 2002 a 91.365 nel 2004, per arrivare a 85.484 a fine 2005.
Liberalizzazione e proposte di riforma societariaUna distinzione maggiore fra due generiche attività è introducibile con una separazione societaria e, maggiormente, con una separazione patrimoniale. Un regolamento dell'autorità garante ha imposto la separazione contabile per l'attività di gestione di una rete e quella di fornitore di servizi d'accesso.
Un problema simile per diverse infrastruttureLa situazione è simile a quella esistente in altri settori strategici come quello dell'energia e del gas, nei quali la società proprietaria della rete di trasmissione elettrica (Terna) è controllata dell'ENEL, e la proprietaria della rete di distribuzione del gas (Snam) è una controllata dell'ENI. Il proprietario della rete alloca la capacità fra i diversi operatori e tenderà a favorire, a discapito della concorrenza, il fornitore di energia, gas, piuttosto che telecomunicazioni appartenente allo stesso gruppo. Un primo segnale sul fronte energetico è comunque giunto: la società Terna è stata scorporata da Enel ed accorpata al GRTN (Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale), dando luogo alla nascita del GSE(Gestore dei Servizi Elettrici), proprietario e gestore della Rete elettrica, nonché responsabile della sua manutenzione e di tutte le politiche di sviluppo della medesima. Il mercato libero energetico stenta comunque a decollare, tanto che l' Autorità per l'Energia ha già avviato una serie di verifiche atte a stabilire le motivazioni stanti alla base di questa situazione di stasi.
Monopolio "naturale" della proprietà e gestione concorrenzialeNei tempi delle liberalizzazioni, si è visto come una gestione pluralistica e concorrenziale della rete, alla quale partecipano più operatori, porta vantaggi per gli utenti in termini di tariffe e di qualità. Più difficile è sostenere un argomento simile riguardo alla proprietà delle reti.
Le reti hanno forti costi di costruzione, che rendono difficilmente replicabile una seconda rete altrettanto estesa e capillare di telecomunicazioni (piuttosto che di distribuzione del gas o corrente elettrica): quindi è improbabile avere due o più proprietari di grandi reti.
Suddividere la rete esistente in sottoreti geografiche e frazionarne la proprietà, significherebbe perdere l'interoperabilità, accessibilità e scalabilità che sono fra le caratteristiche principali richieste ad una rete. Per questo raramente viene posto in discussione che il proprietario, il centro decisionale competente sull'intera rete, debba essere uno solo, per evitare ridondanze o incompatibilità nella gestione fra un'area geografica e l'altra. Il dibattito verte principalmente su come debba essere ripartito il capitale del soggetto proprietario della rete.
In questo senso, più volte l'Agcom ha ribadito che la rete su doppino non è replicabile; e a proposito di telecomunicazioni e altre infrastrutture, la rete è equiparata ai monopoli naturali. Nel primo caso una questione economica crea un "monopolio naturale", mentre nel secondo caso si fa riferimento ad un'impossibilità di duplicazione fisica per la natura e tecnica per l'uomo.
Separazione fra proprietà e gestioneLa competizione globale spinge ad aprire il mercato anche ad operatori stranieri, perché anche le imprese italiane non incontrino difficoltà di accesso nei corrispondenti mercati stranieri.
D'altra parte, l'importanza strategica delle infrastrutture solleva la questione della loro "italianità", di un loro controllo in capo a soggetti pubblici o privati, comunque italiani. Una separazione fra proprietà e gestione può conciliare queste due esigenze, attraverso una proprietà "italiana" e una gestione aperta anche ad operatori esteri.
Il modello delle telecomunicazioni britannicoUna vera concorrenza nel settore delle telecomunicazioni arriverebbe sul modello britannico da una società proprietaria della rete, con separazione patrimoniale e vincoli al possesso di azioni anche con società collegate o controllate rispetto a Telecom Italia, che resterebbe un operatore di rete come Wind, Tele2 e altri.
La partecipazione pubblica come nei Paesi UEIn Italia si propone come ulteriore garanzia una significativa partecipazione pubblica (20-30%) al capitale della società, tale da averne il controllo con maggioranza relativa, ma da renderla difficilmente scalabile per via del forte indebitamento e del restante 70% ad azionariato diffuso che andrebbe "rastrellato" in borsa. A seconda della volontà politica, una partecipazione pubblica alta può opporsi infatti in linea di principio a tentativi di scalata, ma può anche agevolare per tempo con legislazioni favorevoli un processo di privatizzazione. Una garanzia più robusta unisce la presenza pubblica a quella di un prevalente azionariato diffuso.
Servizio universale e ripartizione dei costiIl proprietario della rete, nel modello inglese e in altri Stati, è soggetto alla legge del servizio universale, che lo obbliga a manutenere e ammodernare l'intera estensione geografica della rete.
La legge impone degli investimenti che in sè non sono remunerativi, e dovrebbero garantire un servizio minimo essenziale di telefonia a tutta la popolazione.
In Italia, i costi del servizio universale sono per legge interamente a carico dell'operatore di telefonia con la maggiore quota di mercato. Lo Stato italiano corrisponde annualmente gli oneri all'operatore per garantire i servizi previsti dalla legge.
L'ammontare di questi trasferimenti da Stato a imprese private può essere molto superiore agli oneri effettivamente sostenuti, e talora è oggetto di accuse rispetto al diritto antitrust, qualificando i trasferimenti come "aiuti di Stato".
In altri Paesi i costi fissi vengono ripartiti fra i vari operatori in misura proporzionale alla quota di mercato. La quota è calcolata a partire dal fatturato che è un dato certo e univoco del bilancio.
La manutenzione e l'ammodernamento costituiscono un forte indebitamento che rende poco contendibile la società e poco appetibili i tentativi di scalata.
Azionariato23,595% - Telco Spa, la cordata italo-spagnola composta da Mediobanca (10,6%), Assicurazioni Generali (28,1%), Intesa Sanpaolo (10,6%), Sintonia S.A. (gruppo Benetton) (8,4%) e Telefónica S.A. (42,3%).
4,451% - Findim Group SA; la finanziaria lussemburghese della famiglia Fossati, fondatrice dell'azienda alimentare Star
4,021% - Brandes Investment Partners Lcc
2,308% - Barclays Global Inverstors UK Holdings LTD
Dati consob al 25/08/2008
Dati finanziariTelecom Italia S.p.A. nel 2007 ha ottenuto 31,703 miliardi di euro di ricavi, un EBIT di 5,764 miliardi, un utile netto di 2,455 miliardi. L' indebitamento finanziario netto ammonta a 35,701 miliardi, il patrimonio netto a 26,985 miliardi, la capitalizzazione in borsa è di 39,345 miliardi di euro. Telecom ha impiegato mediamente 79.628 dipendenti.
TIM
TIM (acronimo di Telecom Italia Mobile) è il brand con cui Telecom Italia commercializza i servizi di telefonia cellulare in Italia e in Brasile. Attualmente infatti Telecom Italia è il primo operatore di telefonia cellulare in Italia con 36.300.000 di linee mobili attive e una quota di mercato del 40,3%, seguita da Vodafone Omnitel, Wind Telecomunicazioni e 3 Italia; i clienti in tecnologia UMTS in particolare ammontano a 6,1 milioni (dati aggiornati al 31 dicembre 2007).
StoriaTIM viene costituita come società indipendente nel 1995 con la scissione da parte di Telecom Italia della Divisione Servizi Radiomobile, cogliendo l'opportunità di separare le nascenti attività di telefonia mobile da quelle di telefonia fissa.
Il 7 ottobre 1996 viene lanciato la prima carta prepagata e ricaricabile per l'Italia (Timmy).
La maggioranza assoluta delle azioni dell'azienda è sempre rimasta in mano a Telecom Italia: a giugno 2005, dopo un buy-back, TIM è stata di nuovo fusa all'interno di Telecom Italia, dopo che sono state create due aziende partecipate al 100% rispettivamente per le operazioni italiane (TIM Italia S.p.A.) e nel mercato internazionale (TIM International S.p.A.). L' 1 marzo 2006 anche TIM Italia è stata incorporata in Telecom Italia; il marchio TIM rimane comunque quello con cui vengono commercializzati i servizi di telefonia mobile.
Di grande rilievo risulta l'introduzione, nel 1996, della carta ricaricabile e prepagata GSM. TIM è la prima azienda al mondo ad introdurre questo sistema di tariffazione, tanto da portare l'Italia ad uno dei primi posti per la diffusione dei contratti prepagati.
Nel 2002 TIM è la prima azienda di telecomunicazioni mobili in Europa a lanciare i servizi MMS.
Nel 2003 TIM stipula un accordo di roaming internazionale, simile a quello di Vodafone, con operatori mobili leader nel mondo (T-Mobile, Orange, TeliaSonera). Questa alleanze prenderà il nome di FreeMove.
Nel 2005 l'azienda presenta Tim Tribù: la prima mobile community italiana, che offre una tariffa vantaggiosa fra coloro che hanno attiva la tariffa.
All'inizio del 2006, a seguito dell'OPA e della successiva fusione con Telecom Italia (operatore di telefonia fissa), TIM lancia la sua prima tariffa di convergenza mobile-fisso: Tim Famiglia.
Dall'1 giugno 2006 Tim lancia la TV Mobile Digitale sul telefonino in formato DVB-H e l'operatore italiano assicura una copertura entro il 2007 del 70-75% della popolazione.
L' 11 settembre 2006, il CdA di Telecom Italia annuncia lo scorporo dell'azienda e la sua riorganizzazione, si arrestano dunque i progetti per la convergenza tra fisso e mobile. Da ciò potrebbe scaturire la cessione di TIM, sia in Italia (30/35 miliardi di euro) che in Brasile (6/7 miliardi di euro), per sanare l'indebitamento di circa 40 miliardi di euro di Telecom Italia. Per cause ancora non del tutto chiarite, il presidente di Telecom Italia Marco Tronchetti Provera rassegna le dimissioni il 15 settembre 2006. Al suo posto viene nominato Guido Rossi, il quale con una clamorosa inversione a U che disorienta i mercati, annuncia che verrà proseguito il processo di convergenza Fisso-Mobile e che verrà ricercata una collaborazione con l'Authority TLC per consentire un accesso alla rete fissa da parte di tutti i competitors su modello di quanto già fatto da parte di British Telecom. A fine febbraio 2007 verrà presentato un nuovo Piano Industriale che prevederà la creazione di 4 diverse Business Unit (Fisso, Mobile, Media, ITC and TOP Clients) e la gestione delle attività mobili italiane a Luca Luciani. Non vi sarà nessuna cessione di TIM Brasil. Il 1º aprile 2007, Pirelli annuncia di avere ricevuto due offerte, dall'americana At&t e dalla messicana America Movil, per rilevare il 66% di Olimpia, la società che controlla il 18% di Telecom Italia, e quindi, anche di Tim. Nessuna di queste avrà però seguito, scegliendo invece la proposta del gruppo spagnolo Telefonica.
Ad Agosto 2008 Tim annuncia una grande rimodulazione dei piani ricaricabili con rincari di 3 cent per ogni minuto di chiamata e contemporaneamente riduce i compensi alla sua rete di vendita. Associazioni dei consumatori e dei commercianti si mobilitano subito, anche perche' azioni simili (almeno nei confronti dei clienti) sono state intraprese anche dal suo piu' grande competitor, Vodafone Omnitel, con cui ha presumibilmente fatto cartello.
Vodafone
Vodafone Group Plc è un'azienda multinazionale di telefonia cellulare con sede a Newbury in Inghilterra. Ha partecipazioni in 25 paesi, in 16 dei quali opera con il proprio marchio e conta 252,3 milioni di clienti nel mondo (31 dicembre 2007). Grazie anche ad un accordo con l'operatore caraibico Digicel nel 2007 i "Partner-Networks" di Vodafone sono presenti in 48 paesi nel mondo. La controllata italiana prende il nome di Vodafone Omnitel NV e ha sede legale a Ivrea (TO).
Nel 1997 Olivetti era l'azionista principale di Vodafone Italia (allora Omnitel Pronto Italia) ed Infostrada, che due anni dopo furono ceduti a Mannesmann. A seguito dell'acquisizione di Mannesmann in Germania, in Italia è arrivata a possedere il 76,9% di Omnitel Pronto Italia, facendole cambiare il nome prima in Omnitel Vodafone, poi Vodafone Omnitel ed infine Vodafone Italia. È attualmente il secondo operatore italiano di telefonia cellulare per numero di clienti. Secondo gli ultimi dati comunicati dalla società il 31 marzo 2008, Vodafone Italia conta un totale di 30.011.000 USIM attive, con più di 7.683.000 clienti nel mercato UMTS (comprese le Connect Card). I clienti Vodafone Casa sono 596.000 La quota di mercato detenuta dalla compagnia è pari al 34%.
Attualmente la compagine azionaria di Vodafone Italia è costituita da
Vodafone Group PLC (76,86%)
Verizon Wireless (23,14%), società a sua volta partecipata per il 45% dalla stessa Vodafone Group PLC
Vodafone Group PlcPrecedente logo di Vodafone (creato nel 1998)Vodafone viene creata nel 1984 come sussidiaria della Racal Electronics Plc con il nome di Racal Telecom Limited.
Nel settembre 1991 l'azienda si distacca totalmente dalla Racal Electronics Plc e il suo nome cambia in Vodafone Group Plc.
Il 30 giugno 1999 il gruppo inglese si fonde con l'americana AirTouch Communications Inc. dando vita a Vodafone AirTouch Plc. Nel settembre dello stesso anno Vodafone Airtouch Plc accetta di fondere i suoi servizi mobili negli Stati Uniti d'America con la Bell Atlantic, formando così la compagnia di telefonia mobile Verizon Wireless.
Il 12 aprile 2000 Vodafone AirTouch riceve dalla Commissione Europea l'autorizzazione ad acquisire l'azienda tedesca Mannesmann, acquisendo così il pieno controllo dell'operatore mobile D2. Il 28 luglio 2000 viene ripristinato il vecchio nome Vodafone Group Plc.
Negli anni successivi il gruppo ha acquistato operatori mobili o partecipazioni in tutto il mondo, divenendo il secondo operatore mobile più grande al mondo dopo China Mobile, che conta 273.800.000 clienti.
Nel 2006 Vodafone, anche per far fronte ad alcune perdite, ha dismesso alcune sue attività e partecipazioni: in Giappone con Vodafone Giappone, in Svezia con Vodafone Svezia, in Belgio con Proximus e in Svizzera con Swisscom Mobile. Inoltre, pur non avendo alcuna partecipazione, ha concesso all'operatore partner in Islanda, Og-Vodafone, la possibilità di utilizzare il nome Vodafone Islanda.
Il 6 ottobre 2007 Vodafone ha acquisito Tele2 Italia e Tele2 Spagna al costo di 775 milioni di euro. L'operazione e' stata sottoposta al vaglio delle autorità di vigilanza competenti e si e' conclusa positivamente il 3 dicembre 2007.
Vodafone Omnitel N.V.Il logo di Omnitel Pronto Italia S.p.A.Omnitel Pronto Italia S.p.A. era un operatore telefonico, titolare della concessione per il servizio GSM, nato nel gennaio 1994 grazie a un accordo tra Omnitel Sistemi Radiocellulari Italiani S.p.A. (Olivetti) e il consorzio Pronto Italia S.p.A..
I servizi di telefonia mobile di Omnitel Pronto Italia vengono lanciati nel paese il 7 dicembre 1995. Omnitel, per la telefonia mobile e, dopo qualche anno, Infostrada, per la telefonia fissa (oggi controllata da Wind) (entrambe possedute da Olivetti S.p.A) rappresentano la prima alternativa telefonica alle monopoliste TIM e Telecom Italia.
L'innovazione apportata dalla Omnitel nel mondo delle telecomunicazioni italiane, garantisce all'azienda un notevole successo e una rapida penetrazione in tutto il territorio nazionale, tanto che nel 1998 l'azienda risulta essere il secondo gestore mobile europeo. Nel 1999, Olivetti, a seguito dell'acquisizione di Telecom Italia, provvede alla cessione, richiesta dalle norme sulla concorrenza, delle sue partecipazioni in Omnitel e Infostrada a Mannesmann (sua alleata già dal 1997). La partecipazione di Mannesmann in Omnitel sale dunque al 53,7%.
Nel 1999 Omnitel lancia per la prima volta contenuti in formato WAP.
Mannesmann, poi, vende nel 2001 il settore delle telecomunicazioni, così Omnitel Pronto-Italia passa sotto il controllo di Vodafone Group Plc; assume la denominazione di Omnitel-Vodafone nel 2001, di Vodafone-Omnitel nel 2002 e, infine, nel 2003, l'attuale denominazione di Vodafone Italia.
Nel mese di ottobre 2002, Vodafone Italia lancia, così come in altri paesi, Vodafone live! un portale WAP con un'interfaccia appositamente sviluppata dedicata ai servizi di informazione ed intrattenimento. Il 2002 è anche l'anno del lancio della messaggistica multimediale MMS ed altri servizi a valore aggiunto basati sul protocollo di trasferimento dati GPRS.
Alla fine di febbraio 2004, Vodafone Italia indroduce i servizi UMTS (comunemente noti come servizi 3G), fruibili dapprima esclusivamente con la Mobile Connect Card UMTS e, contemporaneamente in 13 Paesi (Austria, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera, Gran Bretagna e Giappone), lancia i servizi per i cellulari Vodafone live!UMTS nel novembre dello stesso anno. Vodafone Italia ha investito dal 2000 al 2005 circa 9 miliardi di euro, di cui 2,4 per la licenza UMTS. La copertura UMTS/HSDPA al 31 marzo 2008 è pari al 78% della popolazione. La Rete GSM, invece, copre il 97% del territorio pari al 99,4% della popolazione, così come quella GPRS completata già a fine 2000. Vodafone Italia a differenza di TIM non possiede una rete EDGE e non ha fatto investimenti sul protocollo I-Mode che è alla base dei servizi dati di Wind.
Nel giugno 2005, con la "Vodafone Travel Promise", la compagnia introduce una tariffa, "Vodafone Passport", che permette di effettuare chiamate in roaming internazionale con i vari operatori Vodafone e partner presenti nei paesi stranieri, alla normale tariffa prevista dal proprio piano telefonico con l'aggiunta di uno scatto alla risposta di 1€. Questa è il primo vero esempio di strategia applicata a livello di gruppo. Alla fine del 2005 arrivano anche in Italia i telefoni cellulari della gamma "Vodafone Simply", i quali sono dedicati ad una fascia di clienti che preferisce terminali che possiedano esclusivamente le funzioni base.
Il 4 maggio 2006 Vodafone, così come era avvenuto in Germania, lancia Vodafone Casa, un'opzione tariffaria agevolata per le chiamate, verso la rete fissa nazionale, effettuate all'interno e nei pressi della propria abitazione. A giugno vengono commercializzati i servizi su rete HSDPA; questi ultimi sono fruibili sia tramite cellulare HSDPA sia, unico caso tra gli operatori mobili italiani, attraverso uno speciale modem UMTS da collegare al PC. In occasione del Natale 2006, la compagnia introduce una gamma di telefonini dedicati ai bambini e creati in collaborazione con la Disney.
Nel gennaio 2007 la società ha deciso di accettare l'ingresso di operatori virtuali (MVNO) nella sua rete telefonica. L'accettazione di operatori virtuali permette alla società di chiudere l'istruttoria dell'Antitrust senza sanzioni. L'antitrust stava svolgendo da due anni l'istruttoria contro Vodafone, Wind e TIM per abuso di posizione dominante e turbativa della concorrenza. Nel mese di aprile la compagnia sigla così tre accordi, con Poste Italiane, Carrefour (UNOMobile) e BT Italia, per la creazione di tre operatori mobili virtuali che utilizzano la sua rete. Il 10 giugno 2007 Vodafone Italia introduce nelle sue campagne pubblicitarie il nuovo logo, a quasi due anni di distanza dalla prima adozione da parte di Vodafone Portogallo nell'ottobre del 2005.
A partire da ottobre 2007 "Vodafone Italia" rilancia l'offerta "Vodafone Casa" con la possibilità di aver anche il servizio "Numero Fisso", ossia il servizio che permette di associare, al numero mobile Vodafone, un nuovo numero Fisso Geografico Nativo Vodafone oppure la possibilità di effettura la portabilità del Numero Fisso Telecom in "Vodafone". Le opzione al momento del lancio furono due: "Vodafone Casa Libera", dedicata alle Ricaricabili e "Vodafone Casa Senza Limiti", dedicata invece agli Abbonamenti. Attualmente delle due opzioni precedenti resta la "Vodafone Casa Libera", mentre nasce una nuova versione della "Vodafone Casa Senza Limiti", ossia la "Vodafone Casa Senza Limiti NEW" e si aggiungono altre 3 opzioni: "Vodafone Casa Zero NEW" per Ricaricabili e "Vodafone Casa Zero Pensieri" e "Vodafone Casa Tutto Libero" per Abbonamenti.
Dal 1º aprile 2008 cambio al vertice di "Vodafone Italia": Paolo Bertoluzzo diventa amministratore delegato. Pietro Guindani assumerà la carica di presidente della società.
Da giugno 2008 parte "Vodafone Casa Internet e Telefono", ossia la nuova offerta che permette di avere Vodafone come gestore Fisso in casa per Telefono e Internet. Le offerte attualmente sottoscrivibili sono: "Vodafone Casa Internet e Telefono Free", "Vodafone Internet e Telefono Flat" e "Vodafone Internet e Telefono Tutto Flat".
ProdottiVodafone produce in collaborazione con Sagem la linea di telefonini Vodafone Simply, che al momento si compone di 4 modelli.
Nel giugno 2006 Vodafone commercializza il Vodafone Internet Box E220 HDSPA, il modem HDSPA prodotto in esclusiva da Huawei.
Nel 2006 Vodafone in collaborazione con Huawei produce il suo primo telefonino: Vodafone 710, UMTS con fotocamera e memoria espandibile.
A febbraio 2007, come con Huawei, il gruppo ha siglato un accordo con l'azienda ZTE per la produzione di telefonini a marchio Vodafone.
A giugno 2008 ha cominciato a vendere la Vodafone Station, un modem-router dotato di Wi-Fi e supporto VoIP, capace di connettersi ad Internet sia tramite ADSL che attraverso l'apposita Vodafone Key (inclusa ed utilizzabile anche su computer portatili) in modalità UMTS.
Wind
Wind Telecomunicazioni SpA è un'azienda italiana di telecomunicazioni che offre in Italia servizi di telefonia fissa, di telefonia cellulare, Internet e di televisione via cavo (in tecnologia IPTV). Per numero di abbonati è in Italia il terzo operatore di telefonia cellulare (18,3% del mercato) e il secondo di telefonia fissa.
Nella telefonia fissa e nell'accesso broadband ad Internet opera con i brand Infostrada (privati e piccole aziende) e Wind (medie e grandi aziende), nella telefonia mobile con il brand Wind e nell'accesso narrowband ad Internet con il brand Libero. Inizialmente ha operato con il brand Wind nella telefonia fissa anche con i privati e con il brand InWind nell'accesso narrowband ad Internet. Libero è anche il portale web di Wind Telecomunicazioni, uno dei dieci siti web italiani più visitati.
StoriaWind Telecomunicazioni nasce alla fine del 1997 grazie all'investimento di ENEL, France Télécom e Deutsche Telekom. Già nel dicembre 1998 con l’avvio dei servizi di telefonia fissa per le aziende conquista il suo primo record: è la più veloce start-up del mercato europeo delle telecomunicazioni. Nel 1999 sono attivi anche i servizi di telefonia mobile, i servizi Internet e il portale InWind. Viene inoltre acquisita la società ITnet, secondo provider italiano. Wind Telecomunicazioni supera i due milioni di clienti.
La copertura di tutto il territorio nazionale per i servizi di telefonia fissa viene completata a dicembre 2000 e la convergenza tra mobile ed internet viene rafforzata dal lancio dei servizi Wap. Nello stesso anno Wind Telecomunicazioni acquisisce, prima società telefonica in Italia e tra le prime in Europa, la certificazione ISO 14001 del Sistema di Gestione Ambientale.
Il 2001 segna una svolta nel mercato delle telecomunicazioni: Wind Telecomunicazioni lancia la propria offerta di Unbundling Local Loop (ULL), mettendo così fine al monopolio della telefonia fissa in Italia. Wind Telecomunicazioni conclude inoltre l’intesa con l’operatore elettrico ellenico PPC per l’ingresso di un nuovo operatore nel mercato di fonia fissa in Grecia, diventando l’azionista di maggioranza di Tellas.
È un anno decisivo, che vede il raggiungimento di altri tre obiettivi strategici: l’assegnazione della licenza per i servizi mobili di terza generazione (UMTS), il lancio dei servizi GPRS e l’acquisizione di Infostrada da parte di Enel, azionista di maggioranza. A seguito della fusione per incorporazione, che diventerà operativa nel 2002, i clienti totali del gruppo Wind diventano quasi 24 milioni, grazie anche all'acquisizione del parco clienti di Blu, ormai fallita.
A metà del 2002, periodo in cui nasce il portale Libero (dall’unione di Inwind, Libero e Italia On Line), Wind Telecomunicazioni raggiunge un altro primato con l’offerta di ADSL a consumo, e poi ancora con l’avvio della tecnologia MMS. Il 2002 si conclude con l’acquisizione di alcuni asset di Blu; il ramo d’azienda trasferito comprende anche la base clienti, il call center di Palermo e alcune infrastrutture tecnologiche.
Nel luglio del 2003 Wind Telecomunicazioni è tutta italiana: Enel ne diventa l’unico azionista acquistando il restante 26,6% da France Télécom. Il primo semestre si chiude con il raggiungimento di 30 milioni di clienti tra telefonia fissa, mobile e internet. L’accordo tra WIND e l’operatore giapponese NTT DoCoMo, siglato prima dell’estate, dà il via nel novembre 2003 al lancio dei servizi i-mode, di cui avrà l'esclusiva in Italia. Inoltre, sempre nel 2003, Wind Telecomunicazioni insieme ad alcuni operatori mobili europei da' vita alla Starmap Mobile Alliance; un accordo di roaming internazionale simile a FreeMove.
Nel 2004 Wind Telecomunicazioni acquisisce Delta S.p.A., system integrator con una forte presenza nel mercato italiano, che offre soluzioni e servizi avanzati nell’ambito dell’Information e Communication Technology. Ad ottobre dello stesso anno viene lanciato il servizio UMTS, inizialmente disponibile solo in alcune città, e successivamente esteso a tutti i capoluoghi di provincia.
Wind Telecomunicazioni faceva parte del gruppo Enel, che nel 2005 ha provveduto a cedere la quota di maggioranza al magnate egiziano delle telecomunicazioni Naguib Sawiris, già proprietario della Orascom, che starebbe attuando un grosso piano di investimenti per trasformare Wind Telecomunicazioni in un polo centrale delle telecomunicazioni nel Mar Mediterraneo. Al momento, i principali obiettivi di Naguib Sawiris sono: - Network Parity: notevoli investimenti per garantire una copertura e una qualità comparabile con Vodafone e TIM; - focalizzazione sui servizi dati/voce ADSL al fine di garantire adeguata redditività ai servizi di accesso Unbundling ULL; - creazione di un "hub internazionale" per il traffico Europa <-- --> Asia/Africa che permetta di definire un nuovo operatore di riferimento, specialmente per la crescente "multi-etnicità"
Nel 2006 Wind Telecomunicazioni completa l'opera di riorganizzazione del top management sostituendo l'amministratore delegato Tommaso Pompei con Paolo Dal Pino, scelto da Naguib Sawiris per le sue spiccate qualità, tra le quali l'ampia visione strategica e la grande esperienza e conoscenza del mondo delle telecomunicazioni che nell'ultimo periodo vengono però spesso smentite dai sempre più numerosi clienti che contestano a Wind di applicare politiche non customer-oriented. Uno degli ultimi casi che ha visto Wind Telecomunicazioni al centro di proteste, sollevate in particolare delle associazioni dei consumatori, risale all'entrata in vigore del decreto Bersani e in particolare al taglio dei costi di ricarica per le schede prepagate. Wind non intenzionata a rispettare il decreto ha dovuto fare marcia indietro minacciata dal ritiro della licenza di operatore di telefonia da parte del Garante delle Comunicazioni. Ulteriore passo falso di Wind Telecomunicazioni è dovuto alla rimodulazione delle tariffe (a sfavore del cliente) che di fatto ignorano per l'ennesima volta l'appena partorito "Decreto Bersani" oltre che il codice delle comunicazioni e il codice del consumo" e ultima, ma non per importanza, la fiducia dei clienti.
Inoltre il 12 gennaio 2007 Wind Telecomunicazioni ha esternalizzato 275 lavoratori, cedendoli ad Omnia Service, società del gruppo Omnia Network. Tale cessione avviene secondo i lavoratori colpiti in modo poco trasparente, suscitando un conflitto sindacale.[1]
Il 21 giugno 2007 la società annuncia le dimissioni di Paolo Dal Pino. Dal 1° luglio 2007 Luigi Gubitosi, già responsabile finanziario della società, diventerà l'amministratore delegato del gruppo.
Il 5 ottobre 2007 la società ha annunciato un accordo con la piattaforma SKY Italia al fine di diffondere i canali di questa tramite Internet con una piattaforma IPTV.[2]
Il 26 novembre 2007 Wind Telecomunicazioni e Auchan annunciano la partnership per la fornitura di servizi mobili a marchio Auchan. L'accordo segna il debutto nel mercato degli operatori mobili virtuali (MVNO) di Wind e della società di grande distribuzione. L'offerta ai clienti Auchan sarà disponibile nel primo semestre del 2008.
Il 28 febbraio 2008 l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, e il magnate egiziano delle telecomunicazioni Naigub Sawiris sono indagati per corruzione nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura di Roma sulla cessione della società telefonica Wind Telecomunicazioni. Nella medesima inchiesta è indagato anche Alessandro Benedetti, mediatore della trattativa che portò nell'estate del 2005 Wind Telecomunicazioni da Enel alla compagnia egiziana Orascom. Una mediazione per la quale Benedetti aveva ricevuto un compenso di 97 milioni di euro. Wind Telecomunicazioni passò al gruppo Orascom di Sawiris per 12,5 miliardi di euro. Per Conti l'operazione è avvenuta «alla luce del sole» e «sottoposta a tutti i controlli interni ed esterni».
L'ipotesi della procura però è che, per acquisire Wind Telecomunicazioni da Enel, la società di Sawiris avrebbe pagato tangenti, parte delle quali sarebbero finite nella disponibilità di Conti e altre persone.
Il nucleo valutario della Guardia di Finanza di Roma ha eseguito perquisizioni con acquisizione di documenti nelle sedi delle società coinvolte a Milano e Roma e negli uffici di Conti, nonché a Londra in una abitazione di Alessandro Benedetti e in altri luoghi. Nella capitale britannica la guardia di finanza è stata coadiuvata dagli agenti del Serious fraude office, il nucleo britannico di repressione delle frodi. Secondo quanto accertato dagli investigatori si indaga su movimentazioni di 90 milioni di euro.
PolemicheNei confronti di Wind sono sorte numerose polemiche in seguito alla rimodulazione, subita da numerosi clienti, dei vecchi piani tariffari giustificata dall'azienda come conseguente all'abolizione dei costi di ricarica introdotta nell'ambito delle liberalizzazioni volute dal ministro Bersani. A partire dal 1° maggio 2007, a tutti gli utenti Wind con piano tariffario Wind10 (piano non più attivabile dal 5 marzo) viene applicato il nuovo piano Wind12 (attivabile in sostituzione di Wind10), che prevede un costo al minuto maggiore.
La modifica in questione è consentita dalle norme e dai contratti in vigore purché siano rispettati determinati accorgimenti (come la segnalazione del diritto di recesso). Wind non avrebbe inoltre rispettato alcune regole del codice del consumo per quanto riguarda la comunicazione del cambio ai propri clienti.
Poco dopo, il piano Sempre Light (24,8 €cent/min con uno sconto del 50% dopo il terzo minuto) è stato sostituito forzatamente da Senza Scatto New (24 €cent/min, senza sconti). I clienti sono stati avvertiti ad aprile che dal 15 maggio sarebbe entrata in vigore la nuova tariffa attraverso un SMS non riportante le tariffe, che invitava a chiamare il numero dell'assistenza per altre informazioni. Dall'11 giugno 2007, dopo altre polemiche, questo piano è stato sostituito da Super Senza Scatto (17 €cent/min), ma in questo caso il passaggio non è automatico e richiede il pagamento di 7 €, e comporta inoltre la perdita delle opzioni aggiuntive già attivate. Successivamente, Wind nell'agosto 2007 lancia la nuova tariffa Wind9, tariffa più conveniente di Wind12 e soprattutto di Wind10, attivabile tuttavia solo dai nuovi clienti e proposta in edizione limitata a soli 500.000 nuovi numeri telefonici.
Tele2
Tele2 è un operatore di telecomunicazione fra i più grandi in Europa con 28 milioni di clienti in 24 Paesi. Tele2 fornisce servizi come operatore telefonico di rete fissa, televisione via cavo, telefonia mobile e per collegamenti ad Internet (ISP).
Tele2 iniziò come azienda di telecomunicazioni in Svezia verso la fine degli anni del 1970 dall'azienda Industriförvaltnings AB Kinnevik. Nel 1981, un gestore di telefonia mobile chiamato Comvik iniziò a fornire servizi telefonia mobile alternativa per Telia. Nel 1986, Kabelvision iniziò ad offrire servizi di televisione via cavo. Nel 1988, Comvik cambiò nome diventando Comviq quando la compagnia ottenne la licenzia sul GSM e iniziò a fornire nel 1992.
Nel 1991, Industriförvaltnings AB Kinnevik avviò Tele2 come il primo ISP della Svezia e nel 1997 con la liberalizzazione del telefono in Svezia, Tele2 iniziò a offrire chiamate internazionali.
Nel 1997, le tre compagnie di Comviq, Kabelvision, e Tele2 si unirono utilizzando il marchio Tele2 nei servizi di telefonia di rete fissa e Comviq nei servizi di telefonia mobile. Lo compagnia ha avuto anche uno sviluppo internazionale con l'acquisizione di compagnie in Estonia, Lettonia, Russia e Francia. Oggi Tele2 fornisce servizi come principale compagnia telefonica nelle nazioni nordiche e baltiche, oltre ad essere gestore alternativo in molte altre nazioni.
Tele2 attualmente opera in Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Russia, Germania, Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Croazia, Francia, Svizzera, Portogallo, Paesi Bassi, Lussemburgo, Liechtenstein e nel Belgio. Le filiali in Gran Bretagna e Irlanda sono state cedute, alla fine del 2005, a Carphone Warehouse.
Dall'ottobre 2007 Tele2 non è più presente in Italia e Spagna, avendo venduto le sue divisioni locali alla Vodafone.
Il suo sviluppo più recente è stato come compagnia televisiva Tango TV (T.TV) in Lussemburgo.
In ItaliaIn Italia è presente come gestore di telefonia di rete fissa, ISP e per la rete mobile con Vodafone Omnitel N.V. (Vodafone Italia).
Ha richiesto la liberalizzazione da Telecom Italia, ovvero l'unbundling, riconosciuta solo a Wind e a Fastweb. Da gennaio 2006 offre la possibilità ai propri clienti di staccarsi da Telecom Italia. Nell'Estate 2005 ha cominciato ad offrire l'ADSL nelle grandi città tra cui Milano e Roma in unbundling, per poi estendere rapidamente il servizio anche in altre numerose zone d'Italia. Nell'autunno 2007 ha inserito nel proprio servizio ADSL una funzione di filtraggio P2P, operante anche a livello di blocco del protocollo di condivisione, limitando così il servizio a migliaia di clienti. In seguito associazioni come Aduc hanno esposto una denuncia a Tele2 per pubblicità ingannevole ai danni dei nuovi clienti, che convinti di disporre di una connessione dalle larghe capacità si sono trovati un servizio dalla banda limitata. La lotta continua da anni e la diffusione del filtraggio ha catturato oramai quasi tutti gli utenti, diffondendo vari problemi collegati all'utilizzo dei citati software p2p e a software di connessioni IP come VoIP e Live Chat (Live Messenger) oltre che servizi come Itunes e Skype.
Il 6 ottobre 2007 Tele2 Italia, come Tele2 Spagna, viene acquisita da Vodafone per 775 milioni di euro. Tale operazione è completata a Dicembre. Ora, Si attendono comunicazioni riguardo il cambiamento del nome dell'azienda, poiché la stessa Tele2 Italia non è più, in alcun modo, legata a Tele2 AB Svezia.
Fastweb
Fastweb è un'azienda italiana di comunicazioni specializzata nella telefonia terrestre, nelle connessioni a banda larga e nella televisione via cavo diventando la più importante azienda italiana delle comunicazioni in fibra ottica.
La società è quotata presso la Borsa valori di Milano (Codice Isin: IT0001423562 Codice Alfanumerico: FWB Segmento: Blue Chip).
StoriaFASTWEB nasce nel settembre 1999 a Milano con una joint venture tra e.Biscom e la multiutility comunale milanese Aem con il fine di realizzare una rete in fibra ottica che copra il territorio comunale della città di fondazione.
Nel marzo 2000 la controllante e.Biscom si quota in borsa e raccoglie i fondi necessari per la realizzazione della rete.
Successivamente AEM cederà le sue quote a e.Biscom in cambio della proprietà di Metroweb che gestisce la rete di Dark Fiber in Lombardia e una restante quota sul mercato.
Dal 2003 la società entra a far parte dell'indice S&P Mib che contiene le 40 maggiori società italiane per capitalizzazione.
Nel 2004 FASTWEB viene fusa per incorporazione nella controllante che contestualmente ne assumerà il nome.
Il 12 marzo 2007 le azioni FASTWEB sono sospese in attesa di un annuncio: la compagnia telefonica svizzera Swisscom il 22 marzo lancia un'OPA (Offerta Pubblica di Acquisto) amichevole su tutte le azioni in circolazione ad un prezzo di 47 € valorizzando la società 3,7 miliardi di euro. Il maggiore azionista, Silvio Scaglia, ha conferito la sua quota all'offerta il giorno 10 aprile 2007.
Il 15 maggio 2007 l'OPA di Swisscom su Fastweb si chiude con 64.141.464 azioni consegnate (82,09% dei titoli oggetto dell'offerta).
A Marzo 2008 viene annunciato che Fastweb diventerà operatore virtuale di telefonia mobile entro l'anno appongiandosi alla rete di 3 Italia e a Nokia Siemens Network per l'infrastruttura.
Sviluppo della reteI lavori per la posa di cavi in fibra ottica destinata all'utenza residenziale (FTTH, fiber to the home) sono ormai quasi del tutto sospesi, tuttavia le utenze già raggiunte dalla fibra ottica vengono comunque connesse con questa modalità; nelle zone non raggiunte già dalla sua copertura in fibra ottica, Fastweb fornisce e fornirà in futuro solo connessioni ADSL, ma sempre su doppino Telecom, coprendo quasi tutto il territorio nazionale.
Nel corso degli anni, la connessione ADSL è andata progressivamente aumentando in velocità di download, restringendo così il divario che vi era fra la fibra ottica e l'ADSL (rimane tuttavia un grande divario per quanto concerne la velocità di upload verso la rete). Anche per questo motivo, l'ambizioso progetto di copertura diretta in fibra FTTH è stato sospeso.
Tuttavia, la posa della fibra ottica continua per migliorare la capacità delle proprie dorsali, e per aumentare quindi la copertura del servizio in ULL: ad agosto 2007, il Consiglio di amministrazione aziendale ha approvato un piano di espansione geografica che prevede la posa di 1.000 km di cavi in fibra ottica per collegare Sardegna, Basilicata e Calabria.
Infine, c'è un forte interessamento di Fastweb alla tecnologia WiMAX, e in Valle d'Aosta è in corso una sperimentazione con questa tecnologia.
Architettura della reteLa rete Fastweb, ove costituita da fibra ottica, consente traffico di ingenti quantità di dati ad altissima velocità. Sebbene la velocità e la banda siano tutto ciò che occorre all'utente medio, è opportuno precisare che la rete Fastweb si avvale di protocolli differenti rispetto a quelli degli altri operatori.
Basata sulla tecnica chiamata NAT, la rete Fastweb è costruita come una sorta di enorme rete locale (LAN Local Area Network) su scala metropolitana, MAN (Metropolitan Area Network).
La rete in questione è suddivisa per: città > zona della città > distretto > area elementare > progressivo edificio. Dal box di Fastweb, dove termina la fibra ottica, si dipartono infine i cavi (talvolta ethernet ma più spesso anche questi in fibra ottica), che servono gli interni del palazzo o delle abitazioni.
Gli utenti Fastweb si trovano, così, in un certo senso, parte di un'unica grande utenza condivisa, connessa alla rete globale.
Per questa ragione Fastweb, pur consentendo ai propri utenti di collegarsi ad internet, non può altrettanto facilmente consentire agli utenti internet di collegarsi verso il singolo utente Fastweb, invisibile, poiché non affacciato direttamente alla rete globale.
Per quanto riguarda il normale utilizzo della rete per navigare, utilizzare la posta elettronica, scaricare contenuti, effettuare streaming di musica e video ecc. la differenza non è rilevante. Tuttavia è necessario far presente che si possono incontrare problemi di interconnessione per gli utilizzi che necessitano di connessioni dati dalla rete verso il singolo utente Fastweb, quali l'accesso al PC da remoto, il web-hosting, alcuni giochi multiplayer online (gli utenti Fastweb, ad esempio, risultano invisibili per la Nintendo Wi-Fi Connection e non possono pertanto giocare tra loro, né essere contattati da altri giocatori) ecc. legati alla differenza strutturale della rete
TelevisioneFastweb fornisce un servizio televisivo basato sulla tecnologia IPTV trasmesso sulla linea ADSL o in fibra ottica degli abbonati.
Rispetto alle piattaforme televisive disponibili per la televisione satellitare o terrestre la tecnologia IPTV permette di offrire il servizio video on demand che consiste nella possibilità di vedere un programma a propria scelta in qualsiasi momento della giornata, nonché di metterlo in pausa e mandarlo velocemente avanti o indietro come con qualsiasi video registratore digitale.
La piattaforma è partita nel marzo 2001 per gli utenti cablati da Fastweb in fibra ottica. All'inizio del 2003 è stata resa disponibile anche per gli utenti con linea ADSL (purché supporti almeno 6Mbps) sempre di Fastweb.
Oltre al video on demand, sono disponibili anche i pacchetti premium della piattaforma SKY Italia ed anche, a partire dal 5 marzo 2007, i canali dell'offerta base (Mondo SKY). Non sono disponibili per ora solo alcuni canali e i canali "SKY Prima fila" per la Pay Per View. Nel breve periodo Fastweb dovrebbe colmare queste lacune. Sempre dal 5 marzo 2007, i canali Sky sottoscritti via rete Fastweb vengono fatturati direttamente da Sky. I prezzi sono analoghi a quelli della versione satellitare. I clienti dei pacchetti premium Cinema / Sport / Calcio (prima sottoscrivibili singolarmente) avranno un periodo di visione gratuita dell'offerta Mondo, al termine del quale, se vorranno mantenere i pacchetti premium, dovranno pagarla alle normali tariffe.
Call centerLa società possiede vari call center in Italia: a Milano, Torino, Bologna, Roma, Cosenza, Napoli, Bari e Catania. È prevista l'apertura di uno anche ad Isernia.
Al contrario di molte altre società di telefonia, infatti, Fastweb è passata da un totale outsourcing del suo call center ad una internalizzazione, procedendo anche all'assunzione con contratto da dipendente di tutti i lavoratori impegnati in tale attività, nell'ottica di migliorare la qualità del servizio investendo sulla formazione del personale e della piattaforma software.
Per quanto riguarda il servizio mobile si è però passati a un servizio outsourcing, gestito da e-care. (Wikipedia)
Per quanto siano irrealizzabili, la gente ama i sogni. Il sogno ci da forza e ci tormenta, ci fa vivere e ci fa morire. E anche se ci abbandona, le sue ceneri rimangono sempre in fondo al cuore. Fino alla morte.